Le Bletilla

Il genere Bletilla comprende circa 10 specie, anche se sulla loro classificazione persistono diversi dubbi e si pensa che in realtà il loro numero sia molto inferiore.

Tutte provenienti dal sud-est asiatico (Cina, Taiwan, Vietnam, Giappone), e fortunatamente per noi sono piante che si possono adattare molto bene al nostro clima. Soprattutto al centro-sud queste orchidee crescono senza particolari problemi all’aperto per tutto l’anno, senza alcuna protezione. Richiedono solo annaffiature abbondanti nel periodo estivo, essendo piante che provengono da zone soggette ai monsoni o, come nel caso della B. striata, che crescono in aree umide e/o paludose.

 

Partiamo dunque proprio dalla specie più diffusa e coltivata da tempi remoti nei paesi di origine come pianta ornamentale da giardino: la B. striata è una specie che in natura vive in aree con suolo organico, umido e spesso paludoso. Dimostra tuttavia di essere particolarmente adattabile a quasi ogni tipo di terreno, ma preferisce di gran lunga un terreno soffice, organico (si può aggiungere letame maturo o torba), e costantemente molto umido nei mesi caldi. Come tutte le altre specie del genere, anche questa ha un ciclo vegetativo stagionale e durante i mesi freddi perde completamente la parte aerea, andando in riposo vegetativo fino alla primavera.
Durante questa fase di dormienza i particolari organi di riserva, simili a tuberi appiattiti e carnosi, richiedono solo una discreta umidità del substrato e, in zone molto fredde in cui sono frequenti le gelate, è bene coprire il cespo con della paglia o altro materiale da pacciamatura soprattutto se (in base al tipo di terreno) gli pseudobulbi risultano essere molto superficiali. In primavera spunteranno i nuovi germogli che produrranno dal loro centro una spiga portante numerosi fiori, che sbocceranno in successione per alcune settimane. Il completo sviluppo della vegetazione avviene subito dopo la fioritura, le foglie si dispiegano acquisendo la loro dimensione finale e la pianta risulterà essere composta da germogli portanti ognuno da due a sei foglie plicate, lunghe circa 50 cm.
Questa è la specie maggiore del genere, toccando i 60-80 cm di altezza compreso lo stelo fiorale. Comincerà quindi ad accumulare riserve per l’anno successivo e durante questa fase è bene concimare i cespi con un concime bilanciato a basso tenore in cloro o letame maturo, specialmente se la pianta si trova in vaso da diversi anni e pensiamo che il substrato si sia impoverito. Durante tutta l’estate dobbiamo avere cura di annaffiare abbondantemente la B.striata, se si trova in vaso è molto utilepoggiarlo su un sottovaso sempre pieno d’acqua. Attenzione al sole diretto nelle ore calde, che qui al sud è troppo intenso e anche se difficilmente può danneggiare seriamente la pianta, certamente ne rallenta il suo sviluppo e la costringe ad assumere dimensioni ridotte, anche se i fiori assumono colorazioni più intense. L’ideale è sistemarla in una posizione molto luminosa ma che sia in ombra durante le ore calde in estate, ad esempio sotto l’ombra di un albero deciduo. Se ben coltivata, questa specie dimostrerà di essere molto rustica e di crescita rapida, sarà quindi possibile dividere il cespo in primavera, prima dell’emissione dei nuovi germogli, per ottenere nuove piante. A tal proposito è utile prelevare i vecchi pseudobulbi ormai inattivi, che se separati dal cespo produrranno nuovi germogli, come avviene per i Cymbidium.Solitamente si trova in commercio con estrema facilità anche nei mercatini primaverili o a tutte le mostre di orchidee, se acquistate una pianta in vaso già sviluppata potete coltivarla nel suo vasetto fino a quando non perderà le foglie nel tardo autunno: è meglio non disturbare la pianta durante la fase vegetativa.
Prima che i nuovi germogli spuntino dal substrato la si può rinvasare in un vaso più grande oppure in piena terra, avendo cura di scavare una bella buca non molto profonda ma molto ampia, da riempire con terreno soffice arricchito con torba o letame maturo e, eventualmente, un po’ di pomice, sabbia o perlite se dovesse risultare troppo compatto (ma l’aggiunta di torba è solitamente sufficiente). Gli pseudobulbi non vanno interrati troppo, basta coprirli con un paio di centimetri di substrato e volendo si possono poi aggiungere altri due centimetri di materiale pacciamante (foglie secche, pomice, bark o altro), specialmente se si prevede di non poter fornire moltissima acqua in estate. Le altre specie note in coltivazione sono B.ochracea, B. formosana e B.szetschuanica.

Di queste, solo B. ochracea si trova incommercio con una certa facilità, mentre le altre due sono un po’ più rare.

B. ochracea.
Bletilla ochracea

B. ochracea.
Bletilla ochracea

In particolare la B. formosana è una speciedi dubbia classificazione ed io non ho ancora potuto vedere di persona un esemplare che sia di origine certa. Purtroppo esistono molti ibridi di questo genere e le somiglianze sono diverse, quindi è difficile poter dire con certezza quando siamo di fronte ad un esemplare certo di questa specie.
La B. szetschuanica è una piccola speciedall’aspetto gracile e delicato, con fiori piccoli ma dai colori molto belli. Purtroppo i fiori non si aprono completamente e conservano un aspetto campanulato e quasi pendulo.

B. szetschuanica
Bletilla szetschuanica

B. szetschuanica
Bletilla szetschuanica

Rispetto alla sorella maggiore non sopporta gli inverni troppo freddi né la luce troppo intensa, e gradisce un substrato più aerato e soffice, da sottobosco. A mio avviso è la specie più affascinante, anche se decisamente meno vistosa delle altre, ma purtroppo non è affatto facile trovarla in commercio.
Infine la B. ochracea risultaessere l’unica possibile alternativa alla B. striata in quanto a reperibilità e rusticità. E’ l’unica specie con fiori di colore giallo sulfureo, che variano di intensità da pianta a pianta, come anche la colorazione del labello che è anch’essa discretamente variabile. Raggiunge un’altezza massima che è leggermente inferiore a quella della B. striata, ma i fiori sono ugualmentegrandi e vistosi.
Anch’essa è rustica ed adattabile ma verosimilmente potrebbe non essere altrettanto resistente al gelo, né gradisce in egual misura un substrato troppo umido. Come accennavo prima, in commercio esistono diversi ibridi fra queste specie, che sono tutti molto rustici ed adattabili.

Esistono anche alcune selezioni di B.striata come ad esempio una “varietàcoerulea” ed una “varietà alba”, rispettivamente a fiore azzurro o bianco. Oltre alle variazioni di colore dei fiori, esistono anche delle selezioni a foglie variegate, in tutte le combinazioni possibili, tranne una varietà coerulea a foglia variegata che ad oggi non ho ancora sentito nominare. Un genere che comprende poche specie, ma dalle grandi potenzialità. Una bella pianta, facile da coltivare ed adattabile al nostro clima, che certamente regalerà un tocco esotico al nostro giardino, senza troppe attenzioni. A torto viene considerata da molti un’orchidea della quale si interessano solo i principianti, per la sua estrema semplicità di coltivazione, ma non è affatto difficile vederne bellissimi cespi nei giardini dei coltivatori più esperti, solo che spesso viene dimenticata. Anch’io devo fare un mea culpa: durante la stesuradi questo articolo mi sono reso conto di non aver mai fotografato questo capo saldo dell’orchidofilia.
A dimostrazione anche del fatto che essa sia per me, come per tanti altri, una presenza ormai talmente familiare e discreta nella sua semplice bellezza, che è come se fosse una di quelle piante che conosciamo da sempre, e che fanno ormai parte integrante dei nostri giardini, terrazzi, balconi…
Filippo Dimatteo