La serre sur péniche

Qualche mese fa, gironzolando su Internet, mi sono imbattuta nel sito di un coltivatore di orchidee francese, che mi ha particolarmente incuriosito e interessato, vorrei parlarvene, con la speranza che possa interessare anche voi .

Davide Jubineau abita a Lione, coltiva orchidee da circa una trentina d’anni, e da circa dieci ha iniziato a coltivarle in maniera un po’ inusuale.

Possiede una piccola serra, di 4 metri per 6, con un’altezza di 3,5, in cui è riuscito a mettere,a suo dire, circa 2000 piante di orchidee, più un laghetto con ninfee tropicali, di 3 metri per 2, che gli consente,insieme alla traspirazione delle piante, di non usare nessun sistema per umidificare la serra. Guardando le foto si intravedono anche un gran numero di felci e piante tropicali. Quando gli ho chiesto se potevo vedere qualche foto che ritraesse la serra dall’esterno, lui mi ha risposto “La serre est dans une péniche “ che letteralmente vuol dire la serra è in una chiatta; lì per lì pensavo di aver capito male, anche perché il mio francese lascia un po’ a desiderare, alla fine dopo varie insistenze, mi ha fatto vedere le foto della sua chiatta, una bella imbarcazione adagiata sul fiume Saone. La serra non si vede perché è costruita all’interno della chiatta, soltanto il tetto è al livello del ponte, il quale è tra l’altro ricoperto da un piccolo giardino, ed ecco spiegato perché non si poteva vedere la serra dall’esterno,

La serre sur péniche

Non ci sono bancali all’interno, lui coltiva in vasi di terracotta più larghi che fondi, con un substrato di argilla espansa e un po’ di sfagno, su cui poggiano le radici, infine ricopre il tutto con ulteriore sfagno, compresso con un getto forte d’acqua per renderlo compatto e non far uscire il composto dal vaso. Nei vasi vengono praticati da due a quattro fori sul fondo, per poter legare le piante, e per ancorarli su dei vassoi grigliati. I vassoi vengono muniti di un gancio che gli consente di appenderli alle pareti in modo da far rimanere i vasi in posizione quasi del tutto orizzontale, il gancio serve anche a riportare i vasi in posizione verticale quando le piante devono essere annaffiate. Questo sistema gli permette di sfruttare completamente tutte le pareti e la verticalità della serra.

i vasi della serra

Se questo basti a far sì che la serra possa contenere 2000 piante non so dirvi. Gli ho chiesto come se la cava con i rinvasi, visto che le radici chiaramente col tempo si attaccheranno alla terracotta, mi ha risposto che con il substrato che usa passano a volte anche cinque anni prima che occorra rinvasare, e al momento di farlo raccorcia le radici, Gli ho anche chiesto se l’argilla non gli creasse problemi per quello che riguarda l’accumulo di sali, la risposta è stata che usando acqua piovana il problema non si è presentato.

Dunque riassumendo,la serra ha un’ubicazione un po’ particolare,solo il tetto (in policarbonato) è trasparente,usa vasi in terracotta come se fossero zattere,con la particolarità di passare dalla posizione verticale a quella orizzontale,adopera un substrato di solito sconsigliato.

trias picta
Trias picta

diplocaulobium phalangium
Diplocaulobium phalangium

diplocaulobium chrystropis
Diplocaulobium chrystropis

dendrobium jenkinsii
Dendrobium jenkinsii

bulbophyllum purpurascens
Bulbophyllum purpurascens

Non posso dirvi quanto il suo sistema di coltivazione sia valido ma posso dirvi di aver visto le molte foto delle sue piante e di averle trovate splendide. Certo è che se mai dovessi costruirmi una serra mi piacerebbe molto che somigliasse alla sua.

Per i più curiosi, potete fare un salto a Lione, dormire nella sua chiatta-albergo, e godervi dal vivo questa sua serra quanto meno singolare.

Il link per vedere le piante: http://pagesperso-orange.fr/bulbo-and-co/pages2/homepag.html

Quello per vedere la chiatta: http://pagesperso-orange.fr/bateaufriponne/pages/b_b_chambre_d_hote_sur_penichepag.html

Si ringrazia il Sig. Davide Jubineau, per la concessione delle immagini

Patrizia Onnis