Bulbophyllum carunculatum

Il Bulbophylum carunculatum è una specie originaria delle Filippine.  Presenta degli pseudobulbi a forma di uovo alla base di ogni foglia e gli steli spuntano dalla loro base.
I fiori sono grandi, e  non durano molto, ma in compenso si aprono in successione per cui lo stelo resta fiorito per lunghissimo tempo.
E’ una pianta molto grande, con foglie che possono raggiungere 35 cm di lunghezza.

 

All’acquisto (Padova 2008) la pianta aveva un vaso da 10 cm,

acquisto bulbophyllum carunculatum

Quando la acquistai mi documentai circa le sue necessità, molti riportano che può essere coltivata come una phalaenopsis, ma personalmente le ho dato molta più luce, infatti dall’autunno in poi l’ho messa in posizione sud est a circa 50 cm dai vetri di un balcone, con minime invernali mai sotto i 15 gradi.
E’ rimasta in questa posizione fino a primavera, ricevendo una sola annaffiatura settimanale.
Devo dire che in inverno gli pseudobulbi hanno presentato qualche segno di disidratazione, anche se non eccessiva, e molto probabilmente il prossimo inverno darò qualche annaffiatura supplementare.
La pianta e’ stata comunque annaffiata e concimata costantemente per tutto l’anno.
In primavera la pianta e’ stata portata all’esterno, questo quando le temperature minime si erano stabilizzate intorno ai 14 15 gradi, ricevendo anche in questo periodo qualche ora di sole.
In estate, invece e’ stata posizionata in zona ombrosa, ma comunque luminosa.
Infatti un po tutte le orchidee in estate le tengo in un serra-armadio aperto sul davanti e ombreggiato da una rete ombreggiante.
Le annaffiature sono state più frequenti dalla primavera in poi, fino ad arrivare ad innaffiare giornalmente in piena estate.
In tarda primavera sono apparsi 2 steli, la crescita degli steli e’ molto veloce e da quel momento i fiori si sono susseguiti, fino ad oggi (seconda decade di ottobre)
Non mi sembra che la pianta necessiti di grande umidità ambientale, o almeno pare si adatti bene alle normali condizioni casalinghe napoletane.
Per quanto riguarda le concimazioni come dicevo prima, l’ ho concimata per tutto l’ anno   utilizzando diluizioni di 0,5 g/l ad ogni annaffiatura, e solo una o 2 volte al mese annaffio con sola acqua, rigorosamente acqua piovana o da osmosi inversa. 
Il colore dei fiori è giallo limone con un labello rosso vinaccia, e come molti Bulbophyllum il labello dondola.

fiore bulbophyllum carunculatum

 E’ una trappola perfetta per attirare gli impollinatori e a piegarli al proprio volere.
Infatti appena un impollinatore, in genere mosche, si posa sul labello e si spinge in avanti, il meccanismo a dondolo si mette in azione e spinge verso l’alto l’insetto facendolo urtare con il corpo sulle sacche polliniche.

impollinatore bulbophyllum carunculatum

Purtroppo come spesso accade nei Bulbophyllum, anche il fiore del Bulbophyllum carunculatum non emana un gradevole profumo, un amico l’ha definito di cozze marce, l’unico aspetto positivo e’ che per sentirlo e’ necessario avvicinarsi a pochi cm dal fiore.

Dopo due  anni la pianta è cresciuta moltissimo, tanto che il vaso originario è decisamente sottodimensionato,  gli pseudobulbi sebbene molto appressati, fuoriuscivano dal vaso, le foglie molto grandi che sporgono lontano dal vaso rendendo il tutto instabile, decido quindi di rinvasare poiché a  circa metà settembre la pianta ha cominciato a riemettere nuove vegetazioni e radici.
Ecco quello che ho trovato:

radici bulbophyllum carunculatum

Mi sembrano in ottimo stato, la cosa che però trovo difficile è rimuovere il vecchio bark senza distruggere tutto.
Le cose che ancora devo imparare sono molte e non me la sento di effettuare questa operazione, per cui rinuncio a districare le radici.

Ho utilizzato un vaso da 15 cm, e come substrato ho utilizzato bark carbone di legna e sfagno, nelle seguenti proporzioni: 20% di bark, 20% di sfagno 60% di carbone di media pezzatura .
La scelta del substrato è stata dettata dalla mia personale convinzione che in presenza di piante che gradiscono avere annaffiature frequenti, il carbone,  garantisce comunque una buona aerazione e nello stesso tempo riesce a trattenere più a lungo un’alta umidità del substrato senza renderlo zuppo.
L’unico neo di questo substrato è che pare trattenga molto i sali, per cui dovrò  modificare i miei programmi di concimazione, bagnando più spesso con sola acqua.
Ma la bontà o meno di questo substrato la verificherò al prossimo rinvaso.

Ora vi mosto la pianta intera così come si presenta oggi, con ancora uno dei suoi steli che con molta probabilità schiuderà l’ultimo suo fiore prima dell’arrivo dell’inverno:

bulbophyllum carunculatum